Novoli

Secondo il Rohlfs "Novoli" deriverebbe dal latino Novulum, Novale (campo da arare, campo lasciato a riposo). Anche l'origine del paese è poco chiara. Secondo l'illustre scrittore G. Marciano gli abitanti del vicino casale Porziano situato in contrada S. Nicola, abbandonarono il luogo paludoso di questo casale e si trasferirono dove oggi sorge Novoli,  fondando il casale di S. Maria de Novis.

Tracce magno-greche invece sono emerse a Novoli nel 1935 quando furono trovate due tombe a Villa Portaccio. Nell'attuale centro abitato invece le testimonianze più remote sono i due affreschi conservati nell'attuale chiesa dell'Immacolata (anticamente intitolata a S. Maria Madre di Dio) che fu molto probabilmente la prima chiesa parrocchiale.

Le notizie riguardanti i feudatari che hanno preceduto i Mattei sono molto scarne data la mancanza di fonti ma comunque non c'è alcuna testimonianza che ricordi il loro potere. I Mattei invece entrarono nel vivo delle vicende e vi dimorarono abitualmente. Il primo Mattei, barone di S. Maria de Novis fu Paolo che il 26 giugno 1520 comprò la metà del feudo (l'altra metà fu acquistata nella seconda metà del '500) e volendosi insediare nel casale, edificò il palazzo baronale. Il figlio Filippo I nel 1551 fece costruire nel feudo del Convento il monastero di S. Maria delle Grazie, affidato ai padri domenicani, e l'annessa chiesa di Sant'Onofrio, che divenne la tomba di famiglia. La punta di diamante della famiglia e considerato Alessandro II intorno al quale fiorì ben presto un cenacolo di dotti. Nella seconda metà del 1900 emerse a Novoli la figura e l'opera del Prof. Oronzo Parlangeli. Glottologo di fama internazionale, si occupò dei dialetti neo-latini. Ma l'argomento più appassionato dei suoi studi, fu la Lingua Messapica, che egli pubblicò nel 1960 nella sua opera monumentale Studi Messapici.

* Fonte: Comune di Novoli